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Territorio

Casa Thun / Martini / Zuech / Ziller

di Mercoledì, 10 Settembre 2014 - Ultima modifica: Mercoledì, 17 Dicembre 2014
Immagine Casa Thun

Tra i palazzotti edificati nel corso del XVI secolo a Revò si distingue, per la cifra architettonica rinascimentale, testimonianza sicura di cultura e raffinatezza, casa Thun. I Thun si videro costretti, alla fine del Cinquecento, a trasferirsi a Revò, abbandonando il castello di Cagnò, a causa dell'incuria in cui versava per il mancato pagamento della custodia dei fabbricati al conte del Tirolo.

Con questo edificio venne abbandonata l' idea del castello fortificato, perché ormai lontano dagli stilemi del tempo, in favore dell'idea della villa-palazzo, schema che si andava sempre più diffondendo nelle residenze del XV e XVI secolo. Verso il 1650 la casa divenne proprietà dei Martini di Valle Aperta di Peio, da poco trasferitisi a Revò con l'arciprete Antonio Martini. Essi dipinsero lo stemma di famiglia sulla porta d'ingresso, lasciando fortunosamente intatto tutto il resto, sicchè la casa giunge a noi completa nella sua immagine.L' edificio si trova a pochi passi dalla chiesa pievana di S. Stefano. Casa Thun forma un unicum con le vicine, massicce case caratterizzate da un' architettura rurale. Un solido portale di pietra all' entrata del cortiletto dà accesso a casa Thun, altrimenti chiusa tutt'intorno da mura.La facciata principale è ritmata da monofore rettangolari architravate, incorniciate da cimase e da ornati fitoformi, zoomorfi e geometrici dipinti. La sequenza delle finestre è alternata da un elegante poggiolino, con bifora architravata, atipica, che può essere accostata per confronto a quelle di casa Conci a Mollaro.

Un grande riquadro affrescato con lo stemma dei Martini completa la facciata. Il portale, anch'esso architravato, è di forma rinascimentale. In questo edificio più che in altri si è dato molto risalto agli elementi decorativi, non solo nelle facciate esterne ma anche all'interno. Gli unici elementi circolari che movimentano le facciate sono le aperture a occhio, sagomate, poste a coronamento dell' edificio. Sulla parete esposta a sud, come accade frequentemente, troviamo una meridiana. Anche la facciata a sera, che dà sul cortiletto chiuso dal muro di cinta, è abbellita da stemmi e decorazioni che incorniciano finestre e porte. L'interno contiene uno tra i più completi cicli frescati del primo ventennio del XVII secolo. Sono opere forse del pittore tedesco che si cela sotto le sigle H.R.-J.H., probabilmente H. Rester. Notevoli sono le quattordici grandi scene bibliche, storie di Davide e Salomone nella sala maggiore, detta anche "del camino". Da questa stanza con una scaletta a chiocciola si accede alla parte superiore. La sala vicina, foderata e soffittata di legno, è affrescata con allegorie e scene cortesi: un trattenimento all'aperto con orchestra (a probabile autoritratto dell' artista che guarda da dietro il tronco di un albero).Gli stemmi Thun e d' Arco rammentano i committenti dell' opera, in particolare Arbogasto Thun e la consorte Giuditta d' Arco. In un' altra sala troviamo un fascione di affreschi con scene.

Immagine decorativa
Tipologia di luogo
Collocazione geografica