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Territorio

Cosa puoi visitare

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Venerdì, 24 Ottobre 2014

Luoghi di interesse del Comune di Revò

Immagine Casa campia

La villa Campia-Maffei di Revò, fu costruita nell'ultimo quarto del XVII secolo dalla famiglia de Maffei, nobilitata , nelle persone di Giacomo, Giovanni, Andrea e Tomaso da Ferdinando Maria, duca dell'alta e bassa Baviera, vicario imperiale, il 20 novembre 1657.

Immagine Casa Thun

Tra i palazzotti edificati nel corso del XVI secolo a Revò si distingue, per la cifra architettonica rinascimentale, testimonianza sicura di cultura e raffinatezza, casa Thun. I Thun si videro costretti, alla fine del Cinquecento, a trasferirsi a Revò, abbandonando il castello di Cagnò, a causa dell'incuria in cui versava per il mancato pagamento della custodia dei fabbricati al conte del Tirolo.

Immagine chiesa di Santo Stefano

Decentrata dal paese, la parrocchiale di Santo Stefano si erge maestosa.
Già sede della pieve comprendente una decina di paesi,è menzionata nel 1128, fu riedificata agli inizi del XVI secolo e rimaneggiata nel secolo XVIII. La massiccia base del campanile che s' innalza, staccata dalla chiesa, sarebbe, secondo la tradizione, di origine romana, ma, più probabilmente, si tratta del basamento di una torre medievale. 

Immagine chiesetta di san Biagio

A circa 2 km. dal paese, seguendo la strada provinciale per Sanzeno, in circa mezz'ora si giunge alla solitaria chiesetta di San Biagio. Essa si trova in vetta ad un ardito scoglio, al di là del burrone del torrente Novella. Il luogo è abitato da tempi antichissimi.

Immagine di Tregiovo

Da Revò, in 8 km si giunge a Tregiovo (1065 m.). Il paese sorge sulla riva sinistra del torrente Pescara, in alpestre posizione, fra selve e prati. Tutt'intorno si possono effettuare molte comode passeggiate. La chiesa di San Maurizio, sul colle vicino all'abitato, fu consacrata nel 1512. Nel 1787 fu riedificata nel paese. La pala è di Mattia Lampi (1779). Il campanile del primitivo tempio si rizza ancora in vetta al dosso da cui si gode un bel panorama.

Immagine decorativa

La malga è situata a 1735 metri di altitudine ai piedi della catena delle Maddalene e offre piatti della tradizione rivisitati con fantasia in uno scenario incantevole.

Gestione: Adriano Bonmassar e Cinzia Dallagasperina

Chef:   Cinzia Dallagasperina

Cell. 348 / 2604673

Da Revò, seguendo una comoda mulattiera, si risalgono le pendici boscose del monte Ozol (3 ore di cammino).

Immagine decorativa
Immagine decorativa

La Pista rampi pedonale “RankiPino” si sviluppa nel cuore del territorio delle Maddalene e collega il Passo delle Palade alla località Mostizzolo, che corrisponde all'imbocco della pista ciclabile della Val di Sole.

Per lunghi tratti sterrata, è accessibile a tutti e non presenta difficoltà tecniche; sono presenti solo alcuni brevi tratti ripidi che richiedono attenzione per i meno esperti.  Il percorso “Rankipino” attraversa cinque centri abitati compresi nell’area delle Maddalene: Senale, Rumo, Livo, Bresimo e Cis. Il tratto compreso tra il paese di Cloz e la località “Frari” tra Revò e Rumo si presenta perfettamente pianeggiante poiché segue un vecchio canale irriguo e può essere percorso con facilità nelle due direzioni da tutti.

Il parcheggio presso il campo sportivo di Cloz è stato pensato proprio per le famiglie che vogliono pedalare con i bimbi su questo tratto.  

Informazioni tecniche:

  • Difficoltà: medio
  • Lunghezza: 57,2 km
  • Salita: 1650 m  
  • Discesa: 2550 m
  • Durata: 5:00 h
  • Punto più basso: 594 m 
  • Punto più alto: 1522 m 

Rankipino

Percorso su strade sterrate dal fondo curato che attraversa a mezza montagna il tratto di Val di Non compreso tra il Passo Palade, in provincia di Bolzano, e Mostizzolo, all'imbocco della Val di Sole. Lungo il percorso, all'altezza del campo sportivo sito in località PlanPalù di Cloz, potrete inoltre godere del nuovo Bici Grill "RED".

Nella zona di Pòrtol, a circa un quarto d'ora dal paese di tregiovo, alla quota di 1300 metri s.l.m., ci sono i resti delle miniere di galena abbandonate. A questo proposito è da sapere che tutto il bacino superiore del Pescara è interessato allo sfruttamento delle miniere di argento e piombo, ancora oggi visibile in certi punti.