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Territorio

Frazione di Tregiovo

di Mercoledì, 10 Settembre 2014 - Ultima modifica: Mercoledì, 17 Dicembre 2014
Immagine di Tregiovo

Da Revò, in 8 km si giunge a Tregiovo (1065 m.). Il paese sorge sulla riva sinistra del torrente Pescara, in alpestre posizione, fra selve e prati. Tutt'intorno si possono effettuare molte comode passeggiate. La chiesa di San Maurizio, sul colle vicino all'abitato, fu consacrata nel 1512. Nel 1787 fu riedificata nel paese. La pala è di Mattia Lampi (1779). Il campanile del primitivo tempio si rizza ancora in vetta al dosso da cui si gode un bel panorama.

Situato a 1013 m.s.l.m., incastonato nella splendida cornice della Catena delle Maddalene, l'abitato di Tregiovo costituisce l'unica frazione del Comune di Revò. Il nome, Tre-giovo, è composto dalla parola latino-volgare ZOVUM, anticipata dalla preposizione INTER- o INTRA-, e starebbe a significare "tra i giovi" (Giovat di Brez, Giovat di Cloz e Monte Nuovo).

Cenni storici
Di Trazovum si parla già in un documento, oggi andato perduto, datato 1090 d.C.. Il documento venne esteso durante la reggenza del Principe Vescovo di Trento, Adalberone. Non si scrive di Tregiovo come di un centro abitato, ma come di un luogo molto interessante dal punto di vista del bosco, della legna, del pascolo e della giacenza di minerali. Molti erano i pastori, i carbonai, i boscaioli che venivano in loco da altri paesi, quali ad esempio Cloz, Brez, Castelfondo, Revò, Romallo, nonchè Rumo, Lauregno e Proves, per motivi lavorativi. Tuttavia servirà attendere la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, affinchè queste persone stabiliscano qui la loro fissa dimora. Dapprima viene abitata la zona più bagnata dai raggi del sole, poi mano a mano tutta la radura.
Tre sono i masi antichi dei quali è documentata l'esistenza nell'abitato di Tregiovo, due di loro ci sono ancora oggi. Il primo a essere nominato è Maso Mione, o maso Miauner, citato già in un documento del 1274. Il maso esiste tuttora ed è diventato una piccola località: Località Miauneri. Il secondo è Maso Siban, nominato in documenti del '400. Dall'anno 1933 è proprietà della famiglia discendente di Flaim Beniamino. Del terzo maso, invece, Il Maso Nuovo, rimane oggi solo il nome. Il maso si trovava a sud del paese, sopra la S.P. 28 che collega comune e frazione.
Negli ultimi decenni del secolo scorso ('900) l'abitato si è esteso molto verso est e oggi possiede anche una piccola zona artigianale.
e Giovat di Cloz).

Monumenti significativi
Entrando in paese si nota subito una particolarità: chiesa e campanile non si trovano accostati l'una all'altro, come succede solitamente, ma si trovano molto distanti tra loro. Tutto ciò ha una sua ragione storica documentata: il campanile si trova sul dosso di S.Maurizio, dove un tempo si trovava anche la chiesetta antica dedicata allo stesso santo. Di essa rimangono non solo il campanile e i resti delle fondamenta e del sagrato, ma anche la Via Crucis di bottega Lampi (conservata e appesa nella nuova chiesa), un'acquasantiera, un "rosone" che sarebbe stato posto sopra la porta dell'antico tempio, una statua di S.Antonio e una di S.Maurizio.
1788 è la data riportata su di un mattone porfirico posto sulla parete esterna est della nuova chiesa di S.Maurizio: è la data di inizio costruzione del nuovo edificio, che venne portato a termine qualche anno più tardi e consacrato nel 1799. La chiesetta antica venne abbattuta, si dice, per scomodità e lontananza dal centro abitato, e la gente cominciò a pregare in quella nuova, alla quale vennero aggiunti in seguito anche il sagrato e il cimitero.
L'interno della chiesetta è ampio e luminoso, a una sola navata. Nelle volte sono dipinti i dottori della chiesa, i profeti e gli evangelisti, ma anche la Madonna del Rosario e altri santi. Tre sono gli altari che abbelliscono il tempio: uno centrale nell'abside, opera dello stuccatore luganese Casalini (1790) e due laterali appoggiati all'arco santo, opera di Giovanni Cometti e dedicati alla Madonna del SS. Rosario e al Sacro Cuore di Gesù. Molto interessante dal punto di vista artistico è la pala d'altare posta sulla parte nord dell'abside, raffigurante la Madonna col Bambino, di Mattia Lampi. (1777).
Nel 2010 è stato inoltre costruito il monumento ai caduti di tutte le guerre, grazie a un'idea del Gruppo Alpini di Revò e all'entusiasmo di molte persone della frazione. Posto a fianco della scalinata che conduce alla chiesetta di S.Maurizio, a ricordo della storia passata della comunità, è stato inaugurato il giorno 18 aprile.
Fra gli altri monumenti e opere d'arte da ricordare si possono menzionare diversi capitelli sparsi qua e là negli angoli del paese, un affresco di S.Floriano sopra l'arco del portone d'ingresso di Maso Siban e la stella di Davide su una architrave di una finestra di casa Toni.
Nella piazza si trova inoltre una bellissima fontana, datata 1801.

Tradizioni principali
Le principali tradizioni del paese sono legate per lo più alla vita religiosa. Si pensi alla processione della Madonna del Rosario, che cade tutti gli anni la prima domenica di ottobre, dopo che, nel 1854 fu fatto un voto contro una peste di colera che mise in ginocchio tutta la Val di Non. Pare che a Tregiovo la malattia non abbia mietuto vittime.
Fra le processioni più sentite c'è poi quella del Corpus Domini, che si celebra ogni anno nella prima metà di giugno nelle vie centrali del paese.
Anche la Sagra di S.Maurizio (22 settembre) rimane sempre molto viva e sentita tra la gente.
Fra le tradizioni non religiose, invece, vengono ricordate la festa di S.Lucia (la notte fra il 12 e il 13 dicembre) e la Festa di mezza estate.

Associazioni principali
Ad ora nella frazione di Tregiovo sono presenti due associazioni: L'Associazione Culturale S.Maurizio, che sta alla base dell'organizzazione di tutte le feste e manifestazioni del paese, e il Coro Parrocchiale.

Economia
La popolazione di Tregiovo vive principalmente di allevamento e di artigianato; tuttavia sono molte le persone che lavorano nei servizi, e che quindi ogni mattina si spostano verso centri abitati più grandi, quali Revò, Cles, Trento, etc. per lavorare.

Tempo libero
L'abitato di Tregiovo con i suoi dintorni, i prati, i boschi, le strade forestali, è il luogo ideale per rilassanti passeggiate all'aria aperta, sia estive che invernali, verso mete diverse: i Frari, "la Via di Morti" fino al campanile, la strada vecchia per Revò, la cima del Monte Ozolo. In particolare il sentiero che congiunge ad anello il centro abitato di Tregiovo con il centro abitato di Lauregno è contrassegnato dal segnavia 31 del Touristische Verein di Lauregno. Il turista/ospite può inoltre usufruire del negozio di generi alimentari aperto tutta la settimana (domenica esclusa) e del bar "El ritrovo", aperto nel fine settimana.

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